Depressione

“L'opposto dell'esperienza depressiva non è la felicità, bensì la speranza. La felicità è infatti l'esperienza che consegue al raggiungimento di un obiettivo, mentre la speranza è caratterizzata da un'apertura...”(Margherita Spagnolo Lobb,2011).

La depressione è uno stato affettivo particolare che, nella sua deriva patologica, assume la forma di un vero e proprio disturbo dell'umore.

Nella vita di ognuno, la depressione è una modalità affettiva con cui ci si relaziona al mondo e che, in situazioni non patologiche, permette di elaborare frustrazioni, delusioni e perdite.

I molti scritti relativi alla depressione fanno spesso riferimento alle “classificazioni” delle diverse tipologie depressive, alle interazioni tra fattori biologici e psicologici,ecc.

Spesso però si trascura il significato di questo affetto nella vita di una persona ed il messaggio che potrebbe veicolare.

La depressione è quindi uno tra i più diffusi disagi psicologici, ma anche il meno compreso.

“In una società che, a partire dagli anni Settanta, non è più fondata sull'obbedienza, sulla disciplina interiore [...], ma sull'autonomia nelle decisioni e nelle azioni, la depressione tende a configurarsi non più come una perdita della gioia di vivere, ma come una patologia dell'azione...” (Galimberti, 2011).

Per la Psicoterapia della Gestalt l'esperienza depressiva, nelle sue diverse forme, ha una matrice relazionale comune: l'esperienza dell'irraggiungibilità dell'altro e lo scacco esistenziale che segue al fallimento dei tentativi di raggiungerlo.

Questo fallimento riconsegna ad una dimensione sganciata dal fluire della vita, dello spazio e del tempo.

“Il tempo e lo spazio sono esperienze di percorribilità che si generano nel movimento verso l'altro amato e necessario[...]Quando questo movimento fallisce, l'esperienza è quella dell'abisso che ci separa: la saldatura affettiva che ci costituisce e da cui nasce la soggettività è perduta.” (Francesetti, 2011).

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