Ansia

I disturbi d'ansia

"Di regola, ciò che non si vede disturba la mente degli uomini assai più profondamente di ciò che essi vedono."
(Giulio Cesare)

“La prima cosa da comprendere sull'uomo è che ancora non esiste: è solo una possibilità, una potenzialità. L'essere umano può essere, l'uomo è una promessa. Un cane esiste, una roccia esiste, il sole esiste...l'essere umano può essere. Da qui nascono l'ansia e l'angoscia: può anche mancare quell'opportunità, non esiste alcuna certezza. Puoi fiorire, puoi non fiorire...".
(Osho)

L'ansia

L'ansia è un eccitamento fisiologico dell'organismo in assenza di uno stimolo specifico: può comparire, quindi, in assenza di un reale ed imminente pericolo.

Si differenzia dalla paura, un'emozione primordiale a servizio dell'istinto di sopravvivenza, che genera in noi risposte adeguate alla nostra protezione di fronte ad un pericolo reale,mobilitando risorse difensive istintuali del nostro sistema nervoso secondo il modello “attacca o fuggi”.

L'ansia, quindi, è più leggera della paura e costante, e non in relazione ad uno stimolo evidente.

Si manifesta con sintomi fisici, psichici e neurovegetativi.

I sintomi fisici con cui si manifesta l'ansia sono: tremori, giramenti di testa, affaticabilità, disturbi intestinali e altri.

I sintomi psichici dell'ansia sono: apprensione, inquietudine, irritabilità, pessimismo, sensazione di pericolo, confusione, insonnia e altri.

I sintomi neurovegetativi che accompagnano l'ansia sono: palpitazioni ed aumento del battito cardiaco, sudorazione, senso di soffocamento, mani fredde o sudate, bisogno frequente di urinare e altri.

Provare ansia significa sentirsi continuamente preoccupati, o vivere le situazioni con un apprensione ed un'intensità emotiva non giustificate dagli eventi, sentirsi vulnerabili e non in grado di rispondere in modo opportuno alle pressioni ambientali.

Una certa quantità di ansia è comune alle esperienze di molti: è incentivante per diverse attività, permette di “rendere di più”, per esempio in vista di un esame o un colloquio di lavoro.

Quando invece si presenta costantemente ed indiscriminatamente, l'ansia inizia a compromettere le attività di tutti i giorni, al lavoro, in famiglia o con gli amici.

Per la Psicoterapia della Gestalt i disturbi d'ansia sono l'importante occasione che si manifesta nella vita del soggetto per indicargli che qualcosa di diverso e di nuovo nella propria vita ha bisogno di essere visto. Il soggetto ha bisogno di uno specifico sostegno affinché possa compiere un passaggio evolutivo, una crescita, un “voltare pagina”, ma soprattutto per riconoscere quel desiderio di cambiamento specifico che è sempre il rovescio – positivo – della medaglia dell'ansia.

L'attacco di panico

L'attacco di panico è un disturbo d'ansia caratterizzato da paura intensa che si manifesta in maniera improvvisa ed inaspettata e che non è associata ad un pericolo esterno reale e presente.

Non trovare una ragione plausibile al verificarsi di questo disagio fa immaginare che il suo superamento sia al di là delle proprie possibilità.

Il soggetto che soffre di attacchi di panico cercherà di evitare tutte le situazioni in cui gli attacchi di panico si sono manifestati, considerandole pericolose e di essere sempre accompagnato nei propri spostamenti.

Si crea dunque un circolo vizioso in cui ci si isola progressivamente, limitando sempre di più la propria libertà.

Tra i disturbi d'ansia si annoverano anche le fobie, il disturbo ossessivo-compulsivo, il disturbo post traumatico da stress.

Troppo spesso nella letteratura e nella prassi psicoterapeutica si tende ad “appiattire” il disagio ansioso e a colludere con la richiesta del paziente di eliminarlo senza coglierne il significato, come se si trattasse di qualcosa di “esterno” al soggetto, un “male oscuro” da estirpare senza bisogno di comprenderlo.

Per la Psicoterapia della Gestalt è importante non perdere il senso a cui questo disagio rimanda, nella vita della persona, per fare diventare questa esperienza un'occasione nuova per aprire percorsi inediti e arrivare a più aggiornate soluzioni creative.

In un mondo che spinge, spesso ciecamente, all'autonomia, il compito evolutivo a cui l'attacco di panico rimanda è quello di avere cura delle proprie appartenenze, fragili, e sostenere la costruzione di quelle attuali e future.

“L'essere soli di fronte alla complessità del mondo è un'esperienza che richiede ground:il sostegno dei legami intimi[...] e di quelli sociali [...]. La presenza e l'assimilazione di questi legami consentono di respirare e di sopportare la precarietà della propria vita.” (Francesetti, 2005).

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